La caduta delle ombre giganti

Quando la luce proietta un’ombra su un muro essa sembra più grande dell’oggetto che la provoca. Più l’oggetto si avvicina alla fonte di luce, più l’ombra aumenta di dimensioni.

Finora abbiamo guardato delle ombre sedersi sulle poltrone in Parlamento, queste ombre sembravano proiettate da giganti. Come lo schiavo di Platone nella caverna, molti di noi stavano girati verso la parete e non verso il fuoco. La fine della storia sembra però diversa per quanto riguarda le nostre ombre politiche. Noi non usciamo dalla grotta per trovare la libertà e la verità, noi ci giriamo sì, ma per osservare delle piccole statuette, che sembravano essere gigantesche, cadere l’una dopo l’altra.

La prima a cadere è stata quella che pareva la più grande di tutte, ma che si è rivelata la più piccola di statura, tarchiata, quella che cercava sempre di divertire l’uditorio, si è rivelata alla fine l’immagine di un buffone di corte con i capelli finti. ormai quella statuetta è sempre imbronciata e anche la sua squadra sembra aver smesso di ingranare, e il suo stesso cane fede…le è caduto dalla sua cuccia.

Ora è toccato invece all’ombra storta di un uomo malato, malato soprattutto per le idee che propina a un pubblico di verdi scimmie urlatrici travestite da vichinghi, infiorendo sempre meglio i propri linguaggi con parole sporche come la sua coscienza. Dietro di sé ha trascinato la propria prole: come l’ha fatta stare al suo fianco sul piedistallo davanti al fuoco, così l’ha portata nel baratro in una scomposta caduta. E se volessi citare un fomoso film fantascientifico (in cui si parla però di democrazia e applausi), è così che cadono i politici: sotto scroscianti fischi.

Chi potrà essere il prossimo? Difficile a dirsi, sembra però quasi inevitabile la caduta, almeno per la maggior parte degli italiani, che paiono ormai pronti e decisi di cambiare statuette. Spero vivamente che Ken Follet non me ne vorrà per aver paragonato i nostri politici ai veri Giganti della Grande Guerra. Purtroppo per noi così sono parsi e paiono tuttora a qualcuno.

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