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E’ morto Gheddafi, è nata la Libia

Muhammar Gheddafi è morto lo scorso 20 ottobre. La notizia – e la relativa foto del cadavere annessa – ha fatto subito il giro del mondo. L’annuncio è arrivato direttamente da CNT. L’ex raìs è stato trovato dai ribelli mentre con il suo convoglio cercava di fuggire dalla città di Sirte ormai totalmente in mano ai ribelli. La conquista di questa città, roccaforte lealista e punto geograficamente strategico, ha infatti segnato la svolta per questa rivoluzione che dura ormai da nove lunghissimi mesi.
Le dinamiche delle morte sono ovviamente ancora poco chiare, ma la maggior parte delle fonti sostiene che il Colonnello sarebbe stato catturato vivo, e avrebbe poi perso la vita in un conflitto armato con i membri del CNT, dopo aver tentato la fuga. Sarebbe effettivamente plausibile, inoltre, la voce secondo la quale il vero e proprio esecutore di Gheddafi sia stato un ragazzino quasi ventenne, che, subito dopo averlo ucciso, ha mostrato con orgoglio la pistola d’oro sottratta al dittatore. Altre fonti, che trovano però pochi riscontri nella realtà, sostengono che l’ex raìs sia stato invece ucciso dalla NATO, che avrebbe poi consegnato il corpo ai ribelli.
La foto del cadavere martoriato di uno degli uomini più potenti e ricchi del mondo ha suscitato scalpore, ed era prevedibile. Non è difficile far tornare alla mente della popolazione mondiale il dibattito riguardante le foto mai mostrate della morte di Osama Bin Laden. I libici non hanno decisamente seguito l’esempio statunitense: quella foto viene mostrata senza alcun rimpianto, anzi. Le reazioni politiche a caldo, subito dopo la notizia della morte, sono state svariate; Obama ha affermato: “Libici, avete vinto la vostra rivoluzione”, direttamente dall’Eliseo Nicolas Sarkozy dichiara: “Si tratta di una tappa importante per la liberazione della Libia, si apre ora una nuova pagina di riconciliazione, unità e libertà per il popolo libico”. In Italia le reazioni della casta politica sono state svariate, e non sempre in accordo l’una con l’altra. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, questa volta cerca di moderare il commento e, volendo evitare scandali ormai all’ordine del giorno, si rifugia dietro un citazione latina:  “Sic transit gloria mundi” (“Il mondo passa e cosi la sua concupiscenza”). Diversa, e senza dubbio sconcertante, la reazione del deputato della Lega Nord Borghezio: “Un grande leader, un vero rivoluzionario, non confondibile con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della NATO e dalle multinazionali del petrolio, onore quindi al templare di Allah”. Umberto Bossi invece non si smentisce mai, queste sono state infatti le sue prime parole: “Ora che Gheddafi è morto, bisogna far tornare indietro tutti i libici presenti nel nostro paese”. Conclude questa lunga lista di commenti il segretario del PD Bersani, con un rispettoso e super partes “Una morte non si festeggia mai”.
La NATO annuncia che ritirerà le truppe dalla Libia il prossimo 31 ottobre, si riaprono le porte del futuro di questa nazione. Ora le redini sono tenute ben strette dal CNT, che dovrà affrontare probabilmente la sfida più grande per un popolo che è sempre stato governato e che ora assapora la libertà. Ci vorrà collaborazione, bisognerà iniziare tutto dalle fondamenta, c’è uno stato da ricostruire, e ci auguriamo tutti che la Libia diventi più solida che mai.

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